Regolarizzazione migranti nei campi. Lettera appello di Libera Lecce ai sindaci del Salento e ad Anci Puglia

"Diventa fondamentale una regolarizzazione per far emergere chi è costretto a vivere e lavorare in condizioni di irregolarità"

Regolarizzazione migranti nei campi. Lettera appello di Libera Lecce ai sindaci del Salento e ad Anci Puglia

Il Coordinamento provinciale di Libera Lecce ha inviato nei giorni scorsi una lettera appello a tutti i sindaci e presidenti dei consigli comunali dei Comuni della Provincia di Lecce e ad Anci Puglia.

La lettera è finalizzata a promuovere nel nostro territorio azioni di regolarizzazione e tutela della salute dei migranti costretti negli insediamenti rurali informali e nei ghetti.

“Come è noto, le condizioni dei braccianti che oggi raccolgono i prodotti destinati alle nostre tavole sono spesso inaccettabili: le baraccopoli in cui sono costretti a vivere sono luoghi insalubri e indecenti, agli antipodi del valore stesso dei diritti umani. Il rischio che il Covid-19 arrivi in quegli aggregati, tramutandoli in focolai della pandemia, è motivo di fondata apprensione. Inoltre, non si può dimenticare che in alcune aree del Paese, e quindi anche nel Salento, il settore agricolo, già morso dalla crisi, oggi patisce la carenza di lavoratori, in ragione dell’interruzione dei flussi di manodopera dai Paesi dell’Est Europa.

Molti stranieri si trovano in condizioni di irregolarità acuite dai decreti sicurezza e non vanno in cerca di lavoro per timore di essere fermati ai posti di blocco. Diventa quindi fondamentale una regolarizzazione per far emergere chi è costretto a vivere e lavorare in condizioni di irregolarità. Sarebbe una misura di civiltà, equità e di salvaguardia dell’interesse nazionale sia dal punto di vista sanitario che economico. Si eviterebbe, infatti, un eventuale drammatico pregiudizio all’agricoltura, nella sua funzione tutelare della sicurezza alimentare della comunità nazionale. Occorre però evitare di ricorrere a strumenti finalizzati a rifornire il settore primario di lavoro a buon mercato in un momento di shock economico.

È necessario, pertanto, rafforzare le misure di contrasto al lavoro nero e favorire l’assunzione di chi sta lavorando in maniera irregolare, applicando i Contratti Collettivi agricoli. Eguale attenzione deve essere rivolta ai tanti braccianti italiani costretti a lavorare senza un regolare contratto e vittime, al pari dei migranti, del caporalato e del diffuso ricorso a forme di sfruttamento.

Prendendo spunto dagli appelli provenienti dal Terzo Settore, il Consiglio Comunale di Bologna il 27/04/2020 ha approvato, con 18 voti favorevoli e 6 contrari, un ordine del giorno finalizzato ad ottenere un provvedimento di regolarizzazione dei migranti attualmente soggiornanti in territorio italiano in condizione di irregolarità originaria o sopravvenuta, con la massima tempestività, data l’emergenza sanitaria in corso, evidenziando i vantaggi che la collettività otterrebbe da questi provvedimenti dal punto di vista sanitario, economico, civile e della tutela della legalità.

Alla luce di quanto esposto, il Coordinamento provinciale di Lecce dell’Associazione Libera invita i sindaci ed i presiedenti dei Consigli Comunali salentini ad intraprendere azioni similari, finalizzate a promuovere in tutte le sedi istituzionali iniziative volte a ottenere l’adozione di provvedimenti di regolarizzazione ed emersione degli stranieri irregolarmente soggiornanti nel nostro territorio e di contrattualizzazione dei lavoratori italiani”.

Libera Lecce – Coordinamento Provinciale

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